Edizioni precedenti

V Festival della Dottrina Sociale
Verona, 26-29 novembre 2015

V-Festival-DSC-2015-ProgrammaDal 26 al 29 novembre 2015 presso l’Ente Fiera di Verona si è svolta la quinta edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, che ha avuto come tema “La sfida della realtà”.

La scelta del tema è ispirato dall’Evangelii Gaudium (cap. IV, 231) e si muove nella linea della dottrina sociale della Chiesa, che non ha mai ceduto all’utopismo o al moralismo, ma ha sempre fondato i suoi insegnamenti su un sano realismo.

La realtà ci sfida perché ci trova quasi sempre un po’ impreparati. È più facile descriverla che comprenderla, è più facile essere colti di sorpresa da ciò che ci capita piuttosto che giocare in anticipo.

“La sfida della realtà” ci spinge a superare una visione ideologica del presente. L’ideologia costringe la realtà dentro il suo schema astratto ed arido e impedisce la conoscenza piena e vera del reale: succede così quando ci si affida alla tirannia dei numeri per giustificare scelte inique, quando ci si affida alla tecnocrazia per nascondere la parzialità e le responsabilità delle scelte. Un sistema tecnocratico ed ideologico si affida a decisioni cieche ed unilaterali, un sistema dove l’uomo è al centro compie, invece, delle “scelte”: le decisioni sono obbligate, le scelte sono libere. Noi non abbiamo dubbi da che parte stare per accettare la sfida della realtà.

La realtà diventa sfida anche per il pensiero. Ha bisogno di esso per essere compresa e indirizzata, ma soffre dell’uso di pensieri e parole finalizzate alla sua manipolazione. La vita, la realtà, la verità non possono mai ridursi ad un gioco di parole o a raffinati sofismi: la menzogna è tale perché fa vedere vero e reale ciò che non lo è.

La realtà rappresenta una grande sfida quando pone nuovi quesiti, sollecita nuove risposte, costringe ad un cambiamento operoso, rilancia l’insostenibilità di certe decisioni. Non possiamo accettare un pensiero diffuso che si muova con indifferenza rispetto all’aumento delle disuguaglianze, allo scandalo della fame, all’arricchimento con il traffico di armi e di esseri umani, all’ingiustizia di fare i soldi con i soldi invece che con il lavoro.

La realtà pone la sfida della partecipazione, della condivisione, della ricerca di nuovi assetti economici e finanziari rispondenti ai bisogni reali di molti in contrasto con l’egoismo vergognoso di pochi.

La realtà chiede valori e verità. Rispondere a ciò significa evitare che si arrivi a capire il senso vero delle cose solo dopo aver assistito a catastrofi immani e ponendosi solo tardivamente la fatidica domanda: «Come è possibile che sia successo questo?». La realtà ci sfida anche per questo: tiene viva la memoria.

La sfida della realtà è un tema intenso, ricco, poliedrico.

Il V Festival DSC si è preannunciato davvero interessante ed ha voluto essere una sfida per:

  • promuovere il cambiamento
  • riproporre i valori autenticamente umani
  • guardare in faccia la realtà
  • conoscere esperienze che rilanciano un pensiero diverso
  • alimentare il ruolo delle minoranze creative nel generare percorsi inediti
  • incontrare persone che vogliono essere libere e responsabili.

I soggetti promotori del V Festival della DSC sono statiFondazione TonioloLa SocietàFondazione Segni NuoviFondazione Cattolica AssicurazioneUcidFedercasseConfcooperativeCislAcaiGruppi della dottrina sociale della ChiesaCollegamento sociale CristianoMovimento Studenti Cattolici.

Il Festival si è sviluppato attorno a tre percorsi: i convegni, l’area espositiva, gli spazi culturali.

Il Festival ha offerto iniziative specifiche per ogni realtà che intende partecipare in maniera attiva. Per i convegni è stato riservato uno spazio all’impresa, alla direzione del personale, alla cooperazione, alle banche mutualistiche e cooperative, al sindacato, ai giovani, alla scuola, all’ambiente.

Obiettivo del Festival è l’incontro di una pluralità di soggetti che, condividendo i medesimi valori, possano creare le condizioni per la formazione di una nuova coscienza sociale.

Clicca qui per scaricare il programma ufficiale in pdf del V Festival della Dottrina sociale “La sfida della realtà”

 

IV Festival della Dottrina Sociale
Verona, 20-23 novembre 2014

img2014“Oltre i luoghi, dentro il tempo” è il titolo del IV festival della dottrina sociale, che si è svolto a Verona dal 20 al 23 novembre 2014. Questo titolo esprime un movimento. C’è bisogno di uscire. Il luogo ha una sua fissità, limitatezza e ripetitività; bisogna andare oltre per lasciare i luoghi comuni, gli stereotipi, le finte certezze, il possesso e le false sicurezze date dalla conservazione e dalla difesa di se stessi. Vivere dentro il tempo è accettare la sfida dell’imprevedibile, della diversità, dell’altro che non è mai come noi vorremmo. Il tempo scorre velocemente senza mai ripetersi, è imprevedibile, non si ferma, è la grande opportunità.

Ecco il festival: accettare il movimento, il cambiamento, il nuovo, il non ancora esperimentato. E così invece di fissare spazi creiamo processi: la vita si arricchisce di novità e di curiosità e ci porta all’entusiasmante sfida di trovare il senso di ogni segmento della nostra esistenza. E’ per questo che il muoversi non crea dispersione, e l’inedito non crea smarrimento, ma ci offre quegli elementi nuovi con i quali sperimentiamo che essere in movimento, vivere il tempo, rappresenta l’unico modo di ritrovarsi nella pienezza della vita. Storia e futuro coniugati dentro il presente ci rendono nuovi. Essere dentro il tempo significa vivere intensamente: il tempo ci fa incontrare povertà, ricchezza, salute, malattia, peccato, grazia, odio, amore, sogni, delusioni, ingiustizie, gratuità, interessi. Tutto ciò non è un’astrazione ha sempre un volto. Perciò essere dentro il tempo è un incontro che crea le condizioni inedite di diventare risposta.

Scarica la brochure

Verona, 21-24 novembre 2013

Festival-DSC_main1

Scarica il programma

Crisi, significati, riferimenti: la necessità di un pensiero diverso
Verona, 14-16 settembre 2012

Partiamo da un dato condiviso da tutti: siamo arrivati al capolinea e non si può andare avanti così. Se noi dessimo continuità al nostro sistema economico, sociale e civile per come si è sviluppato fino ad oggi, cadremmo nel baratro. C’è bisogno di discontinuità. Ecco ilperché del tema di questo secondo festival: abbiamo bisogno innanzitutto di un pensiero diverso. Fare di più non ci fa uscire da questa situazione, occorre un modo nuovo di vedere le cose. Il nuovo pensiero è riaffermare un’economia al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio dell’economia, è ipotizzare uno sviluppo libero dagli interessi personali o di gruppo, uno sviluppo a misura d’uomo che riduca le disuguaglianze. Dobbiamo sviluppare l’idea che senza valori e senza etica possiamo forse avere di più, ma non possiamo essere contenti di noi e del mondo che ci circonda. Tutti insieme siamo chiamati a cercare il nuovo che è nascosto dentro le pieghe di una crisi e chiede di essere riscoperto ed evidenziato. Parleremo di economia e di società con l’intento di rendere più bello vivere, lavorare, aiutarsi, stare assieme. I principi a cui attingiamo sono quelli espressi nel pensiero sociale della Chiesa perché per leggere bene il presente e sviluppare una società più giusta è necessario riconoscere ad ogni persona la trascendenza, la dimensione relazionale, la centralità e la dignità.

Il Festival è un momento in cui si intrecciano positività, problemi, fatiche, volti, relazioni, cultura, esperienze, azioni, motivazioni, spiritualità, incontri e idee, ma da questo intreccio, che riflette il quotidiano, ci auguriamo che ognuno possa raccogliere nuova forza per la ricerca della verità e per interpretare e sviluppare le novità raccolte nel presente

Scarica il programma

Volti, idee, azioni: economia, istituzioni, società
Verona, 16-18 settembre 2011

Idealmente possiamo pensare alla Dottrina Sociale della Chiesa (DSC), e di questo si parlerà a Verona, come ad una sorta di bussola, una bussola per chiunque voglia impegnarsi a rendere il mondo un po’ migliore di come lo trova, e di quanto ce ne sia bisogno lo sanno soprattutto i giovani. Di questa bussola, il nord è rappresentato dal principio persona, che è evidentemente molto diverso dall’individualismo della cultura dominante. Il sud è rappresentato dal principio del bene comune, che non è la proprietà collettiva dei beni o la pratica dell’assistenzialismo, che oggi penalizza gravemente l’Italia; piuttosto, è una grande azione sociale orientata al bene morale della collettività: è la vita retta della moltitudine. Accanto al principio persona e al principio del bene comune, la Dottrina Sociale ci consegna il principio della solidarietà, da non confondersi con i principi legati a una tradizione statalista. E il principio della sussidiarietà, che vuol dire la libera iniziativa, senza cadere negli eccessi del liberismo selvaggio.

Queste quattro idee spesso sono praticate in modo separato. Anche tra i Cattolici c’è chi è più affezionato al popolo della pace e chi si sente più dentro il popolo della famiglia o della vita. Ebbene: il Festival della Dottrina Sociale ha proprio lo scopo di dimostrare che esiste una tradizione che oggi può aiutarci a prendere in mano il destino di questo Paese.

Scarica il programma